

Start up: quella pazza idea di creare vestiti con i resti delle arance
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Nate a Catania, si sono trasferite a Milano per inseguire i loro sogni, Adriana voleva diventare una fashion designer Enrica cercava un lavoro che avesse a che fare con l’imprenditoria sociale e la sostenibilità. Si destreggiavamo tra apprendistati e ricerche di lavoro più o meno fortunate, prima di approdare a Orange Fiber.
"Tra una chiacchierata e l’altra, un’ipotesi: e se utilizzassimo gli agrumi per creare un tessuto sostenibile e vitaminico? Lo spunto è venuto dagli studi di Adriana e dagli amici che in Sicilia producono agrumi e ci raccontano del surplus di produzione che spesso non viene neanche raccolto (circa il 25% della produzione totale). Studiando e approfondendo abbiamo scoperto che in Italia, ogni anno, vengono prodotti più di 700.000 tonnellate di scarti industriali da lavorazione di agrumi" scrive Enrica (facebook.com/orangefiberbrand)
Quell’idea apparentemente folle ha messo radici nel nostro cuore e Adriana ha iniziato a studiare i processi di trasformazione delle biomasse in tessuti per la sua tesi sviluppando un’ipotesi di fattibilità insieme al Politecnico di Milano. Volevamo arricchire il tessuto con oli essenziali naturali che rilasciano vitamina C sulla pelle di chi lo indossa e presentare l’idea a diversi concorsi per startup.
La vincita di alcuni di questi concorsi gli ha permesso di partecipare a percorsi di incubazione ed accelerazione d’impresa per definire l’idea e strutturarla in modo economicamente sostenibile.
"Nel frattempo il duro lavoro e la passione che abbiamo dedicato all’idea ci ha portato a presentare la nostra idea al Trading Floor di Wall Street con ItaliaCamp e grazie al supporto della Sicilian Venture Philanthropy Foundation, di posizionarci tra le prime 5 startup al mondo nelle Industrie Creative con la Creative Business Cup Competition 2013, di essere scelte per il Premio Il Talento delle Idee 2013 – Unicredit/Premio Gaetano Marzotto e di beneficiare del supporto dell’associazione3040 come vincitrici del progetto ReFashion organizzato con Brunello Cucinelli.
Sicuramente essere due donne con un sogno e molta voglia di fare ci ha aiutate nel comunicare con semplicità ed efficacia la nostra idea d’impresa, ed è stato altrettanto fondamentale aver incontrato sul nostro percorso uomini e donne coraggiosi che hanno creduto nella nostra visione e dedicato tempo e passione al progetto. La strada non è stata in discesa, ci sono state scelte difficili da prendere, responsabilità economiche personali da assumere e molte rinunce da fare, ma non abbiamo mai esitato e ora pensiamo solo al futuro. Abbiamo concluso un round di finanziamento pubblico e privato che ci permetterà di arrivare veloci al prototipo industriale di tessuto e alla creazione del primo stabilimento in Sicilia.
Sogniamo già la prima collezione moda creata con un brand Made in Italy che sposi i nostri valori: sostenibilità, benessere e perché no, che sia legato alla Sicilia" spiega Enrica.
Per informazioni: orangefiber.it
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